#NonSiamoInvisibili – Scuole paritarie unite in una voce

#NoiSiamoInvisibiliPerQuestoGoverno

#NonSiamoInvisibili – Scuole paritarie unite in una voce

19 e 20 Maggio, due giorni importanti, due giorni decisivi per quello che è un bene tanto essenziale quanto spesso dimenticato: la libertà di scelta educativa per le famiglie italiane. Un diritto, questo, sancito dalla Costituzione ma nei fatti non garantito nel nostro sistema di istruzione, perché le scuole paritarie per poter esistere e portare avanti la loro missione sono costrette, si sa, a chiedere alle famiglie una retta da pagare. Risultato: chi non ha una condizione economica tale da poter sostenere la spesa non può accedervi.
Beh, si potrebbe dire, c’è la scuola statale no? Certamente. Ma l’idea che un sistema scolastico sia costituito da un unico soggetto va palesemente contro il principio della pluralità educativa, che è un principio sacrosanto perché,se educare significa formare la persona secondo una certa prospettiva antropologica, secondo dei valori, secondo una certa idea di speranza e felicità, da testimoniare oltre che da trasmettere (e questo è ciò che i giovani costantemente, anche se a volte in modo non esplicito, chiedono a noi adulti), allora si capisce che tutto ciò non può mai essere appannaggio di un pensiero unico, in una sola modalità di fare educazione di cui la scuola statale rappresenterebbe il soggetto.
Che senso ha dunque, a livello politico, battersi con ogni mezzo in certi ambiti affinché ogni idea venga rispettata e ognuno possa seguire la strada per quella che ritiene essere la propria realizzazione (senza omologare nessuno) e poi, nell’ambito scolastico, impedire che la scuola dia il proprio decisivo contributo a questo scopo? Che senso ha studiare nelle università statali pedagoghi come don Bosco, Giovanni Battista de La Salle, Maria Montessori, se poi, quello stesso Stato, non garantisce pari opportunità di accesso alle scuole che ne mettono in atto lo stile educativo?
Tutto questo è nuovamente venuto alla ribalta in questi giorni, in cui in Parlamento si discute il decreto Rilancio Italia nel quale, nonostante i numerosi appelli e la grave crisi in cui si trovano le scuole paritarie italiane, non sono previste forme di aiuto economico a questo comparto, in particolare per le scuole primaria e secondarie.
La crisi economica delle famiglie si riflette sulle scuole paritarie, per la difficoltà nella riscossione delle rette. Ma senza queste non si pagano gli stipendi al personale, non si può più fare scuole e alcune, quelle già in difficoltà anche prima della pandemia, sono sull’orlo della chiusura. Evento, questo, quanto mai funesto anche per lo Stato, perché il riversarsi di studenti dalle paritarie allo Stato porterebbe un costo in più per l’erario di gran lunga maggiore di quanto adesso ci sarebbe bisogno per tenere in vita queste scuole ed aiutarle almeno a superare questo tempo di crisi generale.
Oggi le scuole paritarie di tutta Italia manifestano per questo. Lo fanno in modo educato ed educativo, attraverso tutti i canali e i mezzi di comunicazione. Dietro l’hashtag scelto, #NoiSiamoInvisibiliPerQuestoGoverno, c’è la volontà di uscire da una situazione in cui si ha la sensazione di non esistere per chi ci governa, di abitare un luogo verso cui non si vuole guardare. Vogliamo diventare visibili, per un motivo molto semplice: continuare a fare scuola, a fare educazione, a offrire alle famiglie la possibilità di scegliere la scuola che formi i loro figli secondo lo stile in cui loro credono.
d. Marco Aspettati
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