Chi siamo

Frascati è un comune (320 metri s.l.m.) in provincia di Roma di circa 20 mila abitanti, appartenente all’area dei Castelli Romani. È il primo polo europeo della ricerca: ospita Enti di Ricerca Scientifica (con oltre 3.000 ricercatori), i laboratori dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), quelli dell’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente), varie sedi del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ed una sede dell’ESA (Agenzia spaziale europea).

Frascati è famosa per il vino che porta il suo nome e per le ville tuscolane. Costruite dalla nobiltà papale fin dal XVI secolo, erano uno status symbol dell’aristocrazia romana ed erano destinate ad attività di rappresentanza e al soggiorno estivo della corte pontificia. Da iniziali “case di campagna”, circondate da terre coltivate e da boschi, le ville tuscolane divennero veri e propri palazzi signorili (i castelli), frutto dell’impegno dei più valenti architetti ed artisti dei secoli XVI e XVII. Esse si legano all’impostazione della villa romana d’epoca imperiale come luogo di ritrovo e meditazione, con l’utilizzo del “ninfeo”, come apparato decorativo dell’assetto del giardino del castello.

Sono dodici: Villa Aldobrandini, Villa Falconieri, Villa Torlonia, Villa Parisi, Villa Lancellotti, Villa Tuscolana (o Rufinella, dei salesiani dal 1966 al 1996), Villa Sora, Villa Sciarra, Villa Mondragone, Villa Grazioli, Villa Muti, Villa Vecchia.

Villa Sora si trova a lato dell’antica via Romana (oggi via Tuscolana) in un’area detta dell’ager Tusculanus, ricca di sontuose ville patrizie, tra le quali quelle di Cicerone, di Lucullo e dell’imperatore Sulpicio Galba. Edificata come casale di campagna nello stesso terreno della villa di Lucullo nella prima metà del XVI sec., viene conosciuta inizialmente con il nome di Torricella. Le prime notizie documentate risalgono al 1546 quando risulta di proprietà della Cappella del Sancta Sanctorum di Roma. La costruzione subisce poi trasformazioni ed ampliamenti ad opera dei nuovi proprietari di origine milanese, i conti Moroni che ebbero il privilegio di ospitare papa Gregorio XIII della famiglia Boncompagni, che a Villa Sora predispose la riforma del calendario, che firmò poi a Villa Mondragone, e il cardinale Carlo Borromeo nel novembre 1582. Da allora prese il nome di “Villa del Papa” ed ebbe sul portone l’insegna dei Boncompagni. Nel maggio 1600 Giacomo Boncompagni, figlio naturale del Papa, duca di Sora (da cui il nome alla villa) e principe di Piombino, ne acquistò la proprietà e vi si stabilì con la moglie Costanza Sforza di Santa Fiora; dopo quasi trecento anni nel 1893 Rodolfo Boncompagni Ludovisi, cedette la villa al marchese Tommaso Saulini, che la vendette ai Salesiani il 28 ottobre 1900 per 32 mila lire (soldi della madre di don Arturo Conelli). Il terreno misura attualmente oltre 6 ettari e comprende, oltre alla villa e alla scuola, un ampio parco, con alcuni lotti edificabili.

L’originaria costruzione della villa era caratterizzata da un edificio a forma quadrata a tre livelli, dotata di due torrette: l’una distrutta, l’altra, più piccola, ancora visibile, prospiciente la facciata principale. Passato il portale d’ingresso si accede al cortile, attorniato da varie sale affrescate e restaurate nel 2011. Al piano nobile della villa, il primo, troviamo una sala con splendido soffitto ligneo dipinto, con affreschi alle quattro pareti: le allegorie delle nove Muse, intervallate dalla rappresentazione di uomini illustri e da scene di paesaggi. Per lungo tempo è stata attribuita ai fratelli Taddeo e Federico Zuccari, ma studi più recenti la indicano affrescata ai primi del Seicento da Cesare Rossetti, della bottega del Cavalier d’Arpino. La pittura fu restaurata dal pittore genzanese Virginio Monti nel 1931, ma necessita di completo restauro. In fondo alla sala, la piccola cappella di san Carlo Borromeo: sulla porta l’Annunciazione, sull’altare la tela dell’Assunzione della Vergine e nella volta la Trinità, ciclo attribuito a Nicolò Ricciolini. Subito oltre, la stanza detta del Santo perché in essa morì nel 1762 il Ven. Giorgio d’Augusta, frate cappuccino, abitata prima da san Carlo ed infine (1921-1926) dal Cardinal Cagliero, quando, al ritorno dalle Americhe, fu vescovo di Frascati. Nella sala seguente una copia dell’Aurora di Guido Reni, ora in restauro e due ritratti di maggior valore: Gregorio XIII Buoncompagni di Scipione Pulzone, (circa 1570), e Gregorio XV Ludovisi di Ottavio Leoni, di poco posteriore, valutati di buon valore dalla Galleria d’Arte di Vienna. Segue la Sala Pompeiana, atrio della direzione e la cappella della comunità.

Al secondo e terzo piano e agli ammezzati nei quattro lati, stanze varie e camere attendono urgenti lavori di restauro e di ammodernamento.

Don Bosco fu più volte a Frascati a precedere i suoi salesiani e certo passò davanti a Villa Sora nel 1867 quando venne a Mondragone e all’Eremo detto di Camaldoli. Nel 1896 i Salesiani cominciarono la presenza di Frascati con la direzione del Seminario, lasciata la quale si presentò l’occasione dell’acquisto della Villa. La struttura conobbe così nuova vita e diverso utilizzo degli spazi. Viene istituito un collegio maschile. Già nel 1905 un corpo di fabbrica viene addossato sulla facciata sud, nel 1912 viene costruito un nuovo edificio per ospitare le scuole. Nello stesso anno viene affidato ai Salesiani (a 700 metri dall’Istituto) il Santuario della Madonna di Capocroce; nel 1913 viene aperto l’Oratorio nei locali già dei Padri Teatini. La sua chiusura nel 1992 priverà la città di un centro giovanile fiorente e i Salesiani di un apprezzato servizio al territorio.

Da circa vent’anni è una felice iniziativa quella dell’Estate Ragazzi, con oltre 600 bambini e ragazzi e un’ottantina di animatori (alunni del liceo ed ex-allievi).

Tornando alla storia, nel 1926 l’edificio scolastico viene congiunto alla villa mediante un lungo corridoio a due piani. Una nuova ala con teatro e chiesa viene inaugurata nel 1933 (progetto di Giuseppe Guerra Baldelli). La chiesa presenta l’affresco absidale, raffigurante il primo sogno di don Bosco, affrescato dal pittore Alfredo Mori; gli altri dipinti sono di Modesto Donzelli. Il nuovo altare e presbiterio è del 2012. Dopo ulteriori lavori di sopraelevazione dei piani della scuola, anche Villa Sora fu investita l’8 settembre 1943 dai bombardamenti alleati, senza alcuna vittima. Il restauro ed ampliamento venne operato a varie riprese direttamente sopra le macerie, determinando così il percorso a saliscendi attuale, che vede le aule scolastiche disposte su tre piani con i vari laboratori, completato nel 1955-57 con cappella del Crocifisso dello scultore Arrigo Minerbi). Seguirono nel 1968 una nuova costruzione per il liceo scientifico e continui adeguamenti sino ad oggi.

Procedendo dall’ingresso, il Viale dei Lauri conduce ad un secondo cancello carrabile sulla via Tuscolana, ora ultimato, e ad un ampio parcheggio per alunni, genitori ed ospiti, che potrebbe divenire a pagamento, servendo il vicino ospedale. Il cortile antistante il teatro, pavimentato con blocchetti nel 1955, è stato ripavimentato nell’agosto 2012 con materiale sintetico Mapei. Vi trovano collocazione i campi di pattinaggio – pallavolo, pallamano – calcetto, pallacanestro – pallavolo, con alberi ai lati e, scendendo sul lato destro, gli spogliatoi di prossima realizzazione. Altri impianti sportivi sorgono nel cortile superiore: pallacanestro, pallavolo, calcetto in erba sintetica, parete per l’arrampicata. Nel grande cortile del liceo è prevista la realizzazione di un palazzetto-palestra.

Un ampio prato è di fronte al Centro Zeffirino, per l’accoglienza di gruppi sino a 52 posti, con cucina, refettorio, sala incontri, cappella, in fase di manutenzione. Un progetto ne prevede una più ampia ristrutturazione ed ampliamento con la ricostruzione del rudere che sorge accanto. Ulteriore ospitalità è prevista nelle camere della Torretta, per un totale di 27 posti.

Di fianco al teatro, messo a norma, si sale all’ultimo piano della Torretta che ospita l’Osservatorio Astronomico “Segui la stella”.

Opera dello scultore, nostro docente, l’architetto Roberto Scardella è il monumento a Zeffirino Namuncurà, inaugurato dal card. Tarcisio Bertone il 5 novembre 2011. Il giovane, figlio del capo tribù Mapuche della Patagonia fu studente a Villa Sora dal 15 novembre 1904 al 28 aprile 1905 (il suo letto era nel salone delle Muse adibito a camerata), per poi morire all’ospedale dell’Isola Tiberina l’11 maggio 1905 a quasi 19 anni. Fu beatificato a Chimpay nel 2007. Il suo motto “voglio studiare per essere utile alla mia gente” è programma di vita per gli allievi e frutto maturo dell’educazione salesiana.

La scuola di Villa Sora ha una grande tradizione: elementari e ginnasio, poi scuola normale, liceo classico pareggiato già dal 1925. Lo scientifico nasce nel 1966, il liceo si apre alle ragazze dal 1986, la media dal 1989; nel 2011 nasce il liceo economico sociale.