Tutte le notizie che circolano sull’Africa sono vere: è un paese in cui ancora si muore di fame e di freddo, in cui gli ospedali sono semplici baracche, in cui i negozi sono sporche bancarelle; ma l’Africa è anche il posto magico di cui tutti parlano, il posto in cui lasci il cuore, il posto che ti cambia il cuore.
Ciò che però tutti non sanno, è che questo fantastico continente, sebbene sia privo di ricchezze materiali, di industrie e di servizi, è ricchissimo di gioia e di amore.
È una gioia che si percepisce ovunque e che ritroviamo negli occhi di ogni singolo bambino che ti corre incontro per la strada, ti prende per la mano, ti porta nella sua casa e ti fa conoscere la sua famiglia ed il suo villaggio. È un amore che scopri nelle mani sporche di ogni madre che, dopo una giornata passata nei campi, ti dona tutto quello che ha raccolto, senza chiedere nulla in cambio. L’Africa è il luogo in cui capisci davvero quali sono le cose importanti della vita e quali quelle superflue.
È proprio questo che la nostra esperienza ci ha permesso di comprendere…
Abbiamo vissuto 28 giorni ad Ijely nel cuore del Madagascar, dove le campagne sono l’unico mezzo di sostentamento per l’intera popolazione. Siamo state a stretto contatto sia con i bimbi che con alcuni animatori malgasci, insieme ai quali abbiamo portato avanti il FY, cioè l’estate ragazzi malgascia.
Ogni giorno vedere tutti quei bimbi sporchi, magri e con tanta voglia di vivere, ci rendeva felici perché non ci risparmiavano mai abbracci, sorrisi, baci, sguardi affettuosi. In quei volti abbiamo imparato a vedere Dio.

Oltre a questo, abbiamo avuto anche la possibilità di ritrovare i giusti tempi di preghiera, elemento basilare per un’esperienza missionaria. Nella cultura malgascia, infatti, la preghiera e la messa sono eventi importantissimi e perciò ricchi di valore e significato.
La nostra speranza è di vedere tutti quei bambini intelligenti e pieni di capacità, diventare uomini in grado di sviluppare e valorizzare il proprio paese; il nostro compito è di favorirlo tramite l’azione dei missionari.
Giulia ed Azzurra
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